A Proposito di Joaquín Grau

Joaquín Grau fu Direttore del Centro de Terapias, Investigación y Formación en Anatheóresis, presidente dell’Associazione Spagnola di Anatheóresis, membro del Consiglio e Consulente fin dalla sua creazione e collaboratore di Discovery DSALUD in cui fu responsabile di due rubriche: Anatheóresis e Contrapunto, in due momenti, dall’ottobre del 1999 al giugno del 2003 e dal gennaio del 2007 al giugno del 2008. Morì lo scorso 1° febbraio 2014 all’età di 85 anni.

 

Creatore della tecnica psicoterapeutica che fece conoscere col suo eccellente Tratado Teórico-Práctico de Anatheóresis, che comprende un’ampia casistica clinica ed un superlativo lavoro di ricerca, era inoltre laureato in Giornalismo presso la Facoltà di Scienze dell’Informazione dell’Università Complutense di Madrid, tecnico pubblicitario, autore teatrale, conferenziere, articolista, ricercatore nell’ambito della psicologia dopo essere stato Direttore Editoriale delle Edizioni Heptada, direttore di varie collane delle Edizioni Bruguera, consulente di numerosi programmi televisivi ed autore di altri sette libri tra cui spiccano Nazca a una Nueva Vida, Mi vida con los aucas, Donde los espejos se multiplican, e Judas, el apóstol que estaba enamorado de Jesús, tutti e quattro in qualche modo connessi alla disciplina anateoretica.

 

Joaquín Grau era ancora attivo mentre stava per compiere 86 anni, e di fatto dirigeva ancora il Centro da lui creato nel 1997 ed impartiva tre o quattro corsi all’anno sia d’iniziazione all’Anateoresi sia di livello avanzato.

 

Verena Frey, sua compagna di vita e di professione negli ultimi 26 anni, non solo esercita attualmente l’Anateoresi e continua a dirigere il Centro da loro due fondato nel 1997, ma è stata il suo braccio destro in tutti i corsi da lui impartiti, ed è stata lei a farci pervenire il 1° febbraio scorso la notizia della morte di Joaquín Grau.

 

Va aggiunto che Joaquín Grau aveva una particolare predilezione per una piccola località medievale fortificata che si trova su una piccola penisola della costa est del Peloponneso in Grecia, Monemvassia, il cui nome significa Unico Ingresso e nel cui cimitero è sepolto il poeta Yannis Ritsos, premio Lenin della Pace e uno dei tre poeti più riconosciuti della cultura greca contemporanea per il quale Joaquín aveva una particolare ammirazione, al punto che era arrivato a manifestare a Verena il suo convincimento che una parte della sua opera sull’apostolo Giuda (scritta integralmente a Monemvassia) gli fu “ispirata” da lui. E di fatto Joaquín Grau in più di una occasione accompagnò alcuni dei suoi alunni a fare in quel luogo dei corsi avanzati di Anateoresi.

 

Concludiamo indicando che a nostro giudizio ci ha lasciato una figura di gran cuore e geniale della cui persona sentiremo molto la mancanza.

 

La sua voluminosa ed eccezionale opera sull’Anateoresi, dal titolo “Le chiavi della malattia”, è un testo in cui Joaquín Grau spiega in modo magistrale che la maggior parte delle nostre malattie non sono altro che “riattivazioni” di traumi che, benché non lo ricordiamo a livello cosciente, soffrimmo durante il tempo in cui permanemmo nel ventre di nostra madre o durante i primi sette-dodici anni di vita, traumi che la tecnica anateoretica affronta viaggiando mentalmente al passato per trovarli e riportarli in vita con tutta la loro carica ed intensità emozionale al fine di poterli dissolvere e guarire.

 

 

RIASSUNTO DELL’INTERVISTA EFFETTUATA A JOAQUÍN GRAU DA ANTONIO CAMPOY, DIRETTORE DELLA RIVISTA DISCOVERY SALUD, PUBBLICATA SUL N° 170, APRILE 2014

 

In questa intervista José Antonio Campoy gli pose alcune domande sulle origini della terapia Anateoresi, al che rispose che è il frutto di una costante ricerca iniziata nel 1960 e che aveva preso piede all’inizio degli anni ‘80. La sua ricerca si basa fondamentalmente sui diversi modi di percepire la realtà. Il nostro cervello lavora su diverse bande di frequenza, ed è theta la più adatta per rivivere antichi impatti emozionali. La theta oscilla tra 4 e 8 Hertz, che sono i cicli che predominano nel grembo materno e fino a un’età approssimativa di quattro anni. Questi impatti restano incisi a livello dell’inconscio e formano la nostra Biografia Occulta perché semplicemente questa creatura manca dei ritmi beta maturi che caratterizzano il nostro mondo di adulti.

 

In definitiva, la percezione dell’emisfero cerebrale sinistro (specializzato in onde beta), non ci dà la realtà ma solo un modo di percepirla, per quanto la scienza convenzionale la consideri l’unica forma valida e reale della percezione.

 

L’emisfero cerebrale destro (specializzato in onde theta), al contrario, è analogico, vale a dire che stabilisce le relazioni per somiglianza.

 

È intuitivo, e dunque non scinde, non divide. Anzi, è sempre colpito da strutture globali, olistiche.

 

Quel che fa il terapeuta, è portare il paziente a uno stato anateoretico, vale a dire a un rilassamento in cui i suoi ritmi cerebrali si trovano nella banda di frequenza dei 4 Hz. Poi viene effettuata una regressione, per intenderci, viaggiando mentalmente verso il passato, inducendolo a situarsi in qualche accadimento del suo passato.

 

Vivenciar non è un esercizio che ci permetta di fantasticare, quando si “vivencia” si può solo autoproiettarsi il fatto concreto vissuto, con tutta la sua realtà energetica. Vivenciación che, da un lato, sblocca il paziente e, dall’altro, gli permette di comprendere ciò che gli ha originato il trauma e perciò dissolverlo.

 

Di seguito, nell’intervista, Joaquín espone l’importanza che hanno per qualunque persona adulta gli impatti emozionali ricevuti durante la tappa della gestazione, il parto e i primi anni della sua vita.

 

Con Anateoresi si può trattare qualunque malattia. E non dico che guarisce tutto, ma che tutto può si può tentare, sempre che il paziente sia disposto a farlo.

 

Guarda, la malattia non è altro che una manifestazione delle emozioni patologiche. Per questo in Anateoresi non si curano malattie ma ammalati.

 

Per leggere l’intervista completa cliccare sul seguente link:

 

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